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Archive for agosto 2009

simenonLo scrittore belga Georges Simenon (1903-89) è famoso soprattutto per la fortunatissima saga del commissario Maigret, da cui, fra l’altro, sono stati tratti, nel corso degli anni, parecchi film e serial televisivi di successo. A mio parere, però, ricordarlo solo per il pur ottimo Maigret ne sminuisce il valore: Simenon non è stato un semplice “giallista”, ma un autore completo, dal grande valore letterario e dall’innata capacità di creare atmosfere di un certo tipo, che avvolgono in pieno il lettore.

Fra le sue opere extra-Maigret vorrei ricordare Le finestre di fronte (uscito per la prima volta nel 1933), La casa sul canale (dello stesso anno), Colpo di luna (ancora del 1933!), La camera azzurra (del 1963). Tutti romanzi straordinari, dal fortissimo pathos, che tengono il lettore costantemente incollato alle pagine, facendolo riflettere sui tanti contraddittori aspetti della natura umana.

Lo stile di Simenon è asciutto, privo di troppi fronzoli, e, anche se talora l’azione tende a latitare, le sue pagine risultano comunque sempre profondamente coinvolgenti. La capacità introspettiva è straordinaria: con poche curatissime parole, Simenon riesce a far entrare a fondo nella psicologia di un personaggio, regalando forti emozioni. Consiglio di leggere ognuna delle sue opere con calma, senza la fretta spasmodica di arrivare alla fine, per meglio assaporarne le atmosfere.

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nesserC’entra forse poco con Babbobecco, perché è conosciuto essenzialmente come giallista, ma, in questo spazio dedicato ai miei autori preferiti, mi piace citare anche Håkan Nesser. Nato a Kumla, in Svezia, nel 1950, Nesser, per un certo periodo, è stato insegnante di lettere in un liceo, ma l’enorme successo riscosso in patria dalle sue prime opere lo ha indotto a dedicarsi a tempo pieno alla scrittura.

In Italia, sono usciti cinque romanzi con protagonista il commissario Van Veeteren: La rete a maglie larghe, L’uomo che visse un giorno, Una donna segnata, Il commissario e il silenzio e Carambole. Ultimamente, abbiamo visto nelle librerie due opere più recenti, con un nuovo poliziotto di origini italiane, Gunnar Barbarotti, L’uomo senza un cane e Era tutta un’altra storia. Personalmente ho conosciuto l’ex professore scandinavo poco più di due anni fa, grazie a Il ragazzo che sognava Kim Novak, splendida storia a metà tra noir e romanzo di formazione.

Nesser è forse meno conosciuto dalle nostre parti rispetto ad altri suoi connazionali come Henning Mankell o Stieg Larsson, ma ha sviluppato uno stile personale che di certo non sfigura al confronto. C’è chi lo ha paragonato a Simenon, chi a Camilleri: trovo più azzeccato il primo accostamento, per le atmosfere rarefatte, l’asciuttezza del linguaggio e una forte introspezione nei personaggi.

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