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Archive for dicembre 2009

Un’autrice che ho avuto modo di scoprire recentemente, nell’ambito del mio interessamento alla letteratura giapponese, è Banana Yoshimoto (Mahoko è il suo vero nome di battesimo). Figlia di Takaaki Yoshimoto, noto critico e filosofo, è nata a Tokyo nel 1964. Ha raggiunto il successo molto giovane, nel 1988, grazie al suo primo libro, Kitchen, divenuto, in breve, un best seller internazionale. Il romanzo narra le vicende di Mikage, una giovane rimasta sola al mondo dopo la morte dei genitori e della nonna, che prova a trasferirsi a casa del suo compagno di università Yūichi e della particolarissima madre di lui Eriko.

Quella di Banana è una scrittura apparentemente semplice, priva di troppi fronzoli, eppure coglie nel segno grazie a un’innata capacità di richiamare alla mente emozioni primordiali, angosce e struggimenti nei quali ognuno può riconoscere un momento della propria vita. Allo stesso tempo, per alleggerire i toni, la Yoshimoto è abile a spruzzare sempre, nelle storie che racconta, un pizzico di humour.

Dopo il clamoroso consenso riscosso da Kitchen, la scrittrice nipponica si è in seguito confermata con opere quali Tsugumi (1989, forse la sua prova migliore, in cui racconta la memorabile estate in una piccola località di mare della protagonista – Tsugumi, appunto – insieme alla cugina-narratrice Maria), Amrita (1994), Il corpo sa tutto (2000) e Il coperchio del mare (2004).

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Torniamo a parlare dell’ideale colonna sonora di Babbobecco. A pag. 120, a suggellare allusivamente un momento importante per lo sviluppo della vicenda, compare The Lady Is A Tramp. La canzone è tratta da un musical del 1937 firmato da Rodgers & Hart, dal titolo Babes In Arms.

Si tratta dell’ironica e spiazzante descrizione di un certo tipo di alta società newyorkese e vede al centro del testo i pensieri e le azioni di una donna, considerata piuttosto frizzantina per gli standard dell’epoca.

Il pezzo ha raggiunto il grande pubblico grazie all’interpretazione di Frank Sinatra ed Ella Fitzgerald negli anni Cinquanta, ed è proprio alla brillante versione di The Voice che si fa riferimento nel libro.

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Fra gli scrittori che più hanno segnato la mia adolescenza merita senza dubbio un posto di rilievo Hermann Hesse. Nato nel 1877 a Calw, nella parte meridionale della Germania, Hesse è stato insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1946, sedici anni prima della sua morte.

Il suo romanzo più famoso è probabilmente Siddharta (del 1922), che narra le vicende di un giovane indiano alla ricerca della sua strada nel VI secolo a.C. Questa è la tematica più cara a Hesse, che ha saputo descrivere in modo mirabile le ansie e le inquietudini proprie della giovinezza, riuscendo sempre a emozionare il lettore e a farlo sentire partecipe, in prima persona, delle storie da lui raccontate. Una caratteristica che lo ha portato a essere amatissimo da tante generazioni di ragazzi.

Fra le altre sue opere, vorrei ricordare Peter Camenzind (del 1904), Amicizia (1908), Knulp (1915, tra le mie preferite in assoluto; ricordo che mi coinvolse moltissimo quando la lessi), Demian (1919), Il lupo della steppa (1927), Narciso e Boccadoro (1930) e Il gioco delle perle di vetro (1943).

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