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Archive for aprile 2010

Alle pagg. 191-192 di Babbobecco compare una delle citazioni musicali più importanti dell’intero romanzo. Si tratta di More Than This, splendido brano dei Roxy Music, uscito come primo singolo dell’album Avalon, datato 1982. L’inconfondibile voce del leader Bryan Ferry (che, di lì a poco, inizierà la sua carriera solista) e i riff del chitarrista Phil Manzanera accompagnano uno dei pezzi più noti del gruppo glam rock britannico, dall’atmosfera intensa e malinconica.

In questo frangente, mi piace ricordare, oltre alla straordinaria versione originale, l’interpretazione di Bill Murray, nei panni dell’attore Bob Harris, nel film di Sofia Coppola Lost In Translation (2003). Qui Murray si esibisce in un locale per karaoke di Tokyo, davanti a Scarlett Johansson e ad alcuni giovani nipponici. Il suo canto incerto e non troppo intonato, accompagnato dagli sguardi eloquenti che lancia in giro, è davvero fantastico nel contesto della pellicola.

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A pag. 69 di Babbobecco compare una nuova citazione cinematografica. Il protagonista Stefano trascorre infatti un pomeriggio ad ammirare in videocassetta L’ombra del dubbio (titolo originale Shadow of a doubt), storico film diretto da Alfred Hitchcock, girato in piena seconda guerra mondiale, nel 1942, e uscito nelle sale l’anno dopo.

Si tratta di una delle pellicole che Sir Alfred più amava, fra quelle da lui realizzate. Nello splendido libro-intervista con François Truffaut, ricorda con enorme affetto il periodo in cui vi lavorò, anche per la fortunatissima collaborazione, a livello professionale ma anche umano, con il grande scrittore statunitense Thornton Wilder, che si occupò della sceneggiatura.

Le vicende si svolgono nella cittadina di Santa Rosa, in California. Qui vive stancamente Charlotte, detta Charlie (Carla, nella versione italiana, interpretata dalla bravissima Teresa Wright), una ragazza vivace, che si sente soffocare dalla noiosa quotidianità della provincia americana. All’improvviso, però, viene a sapere che il fratello della madre, lo zio Charlie (sì, ha lo stesso nome; Carlo in italiano, l’ottimo Joseph Cotten), verrà a trovare la sua famiglia, composta dai suoi genitori, una sorellina e un fratellino. Subito in casa monta l’entusiasmo: lo zio è conosciuto come un uomo generoso e carismatico, che è riuscito a fare fortuna in giro per il mondo. La giovane Charlie è la più felice: vede in lui un idolo, un modello da imitare, e spera che la propria vita tragga giovamento dalla sua presenza. Ma lo zio Charlie non è esattamente quello che si pensa…

Anche a mio parere, per quel che conta, questo è uno dei film più riusciti di Hitchcock, un autentico genio della macchina da presa (e non solo). Splendida l’atmosfera della provincia americana, resa in modo coinvolgente e realistico, graffiante ma con una certa indulgenza. Azzeccati gli interpreti e, come sempre, straordinaria la regia, con il consueto tocco ispirato di Hitch. Quello che gli ha consentito di dirigere una lunga serie di autentici capolavori.

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