Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for agosto 2010

Uno dei film che ho apprezzato maggiormente negli ultimi anni è senza dubbio Lost in Translation. Non è citato in modo esplicito in Babbobecco – e non potrebbe essere altrimenti, dato che le vicende narrate nel romanzo si svolgono nel 1999, mentre la pellicola è uscita solo nel 2003 -, ma la sua atmosfera e certe sue sfumature mi hanno colpito molto.

Si tratta del secondo lungometraggio diretto dalla brava Sofia Coppola, figlia del mitico regista Francis Ford Coppola e imparentata con tutta una serie di star dello spettacolo, a partire dal cugino Nicolas Cage. La storia è ambientata a Tokyo, enorme metropoli dall’altra parte del mondo, dove giungono, per diverse motivazioni, due americani: Bob Harris (interpretato da Bill Murray), un attore di mezz’età nella fase calante della sua carriera, che deve girare uno spot pubblicitario per un whisky, e Charlotte (Scarlett Johansson), una ragazza sposata da poco con un giovane fotografo impegnatissimo nel proprio lavoro.

Entrambi vivono momenti delicati delle rispettive vite. Si incontreranno nell’enorme Park Hyatt Hotel e da lì si dipanerà la trama, che avrà uno sviluppo forse inatteso. Davvero straordinaria la prova di Bill Murray, che avrebbe meritato l’Oscar, e pienamente all’altezza anche la splendida Scarlett Johansson. Un gran bel film, tenero, divertente, con una sensibilità particolare e gran gusto. Sofia Coppola, artista dalla personalità complessa, proporrà il prossimo 3 settembre, al Festival di Venezia, il suo quarto film, Somewhere. Per saperne di più, potete visitare il Sofia Coppola Fans Site, la prima risorsa italiana dedicata alla talentuosa Sofia, cliccando qui.

Annunci

Read Full Post »

Alle pagg. 142-3 di Babbobecco è contenuta una citazione indiretta a una parte del testo di Fuori dal tempo, un notissimo brano dei Bluvertigo. Uscito nel 1997, è inserito nel fortunato album Metallo non metallo, il secondo lavoro della band guidata dal carismatico Morgan (dopo Acidi e basi, del 1995), che contiene anche altre canzoni di ottimo successo quali Cieli neri e Altre forme di vita.

In Fuori dal tempo si ironizza con grande efficacia sul questionario dei tre giorni, l’assurdo test psicologico cui i neo-diciottenni di sesso maschile venivano obbligati a sottoporsi, fino a qualche anno fa, nel corso della visita di leva. Davvero azzeccata anche la parte musicale, che si sposa perfettamente con le parole, creando un’atmosfera scanzonata e irriverente, perfetta per l’argomento trattato.

Nel romanzo, così come nella canzone, è citata una delle domande del famoso questionario, quella relativa al gradimento o meno delle riviste di meccanica.

Read Full Post »