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Archive for ottobre 2010

Richard Ford è uno scrittore del quale ho letto alcune opere negli ultimi mesi. Nato a Jackson (Mississippi) nel 1944, è considerato uno dei maggiori autori statunitensi contemporanei. Ford ha realizzato piccoli capolavori di minimalismo, come il romanzo breve Incendi, del 1990, nel quale un sedicenne di mezzo secolo or sono narra la difficile fase nel rapporto fra i suoi genitori, che, ovviamente, va a riflettersi su di lui. Intenso, poetico, denso di particolari significativi e, soprattutto, per nulla scontato, Incendi, a mio parere, è all’altezza della produzione di autori più celebrati del genere quali il grande Raymond Carver, di cui Ford era amico personale.

La creazione più nota di Ford è la trilogia di Frank Bascombe, iniziata nel 1986 con Sportswriter, proseguita nel 1995 con Il giorno dell’indipendenza (con il quale si è aggiudicato il prestigioso Pulitzer) e conclusa nel 2008 con Lo stato delle cose. Ford tratteggia qui una sorta di epica della middle class americana, raccontando in prima persona, ogni volta a distanza di anni, le vicende del protagonista, alle prese con un divorzio, la morte del figlio primogenito, il complesso rapporto con l’altro sesso, questioni lavorative e di vita in genere. Lo stile è più articolato, non lo si può certo definire scorrevole nelle continue riflessioni e divagazioni, ma, se si riesce a entrare fino in fondo nella psicologia dei personaggi, non è difficile appassionarsi.

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A pag. 102 di Babbobecco appare una curiosa citazione di Grease. Vengono infatti menzionati, come esempio di straordinari ballerini, i due protagonisti del film, John Travolta e Olivia Newton-John (che Paolo, il figlio del proprietario della pizzeria, chiama, a sproposito, Newton-Jones…). La famosissima pellicola, diretta da Randal Kleiser, uscì nelle sale nel 1978 e ottenne un successo di dimensioni planetarie, che consolidò la fama del giovane Travolta, reduce dai fasti de La febbre del sabato sera.

Il film è tratto dall’omonimo musical di Jim Jacobs e Warren Casey. Le vicende sono ambientate nel 1958: Danny Zuko (interpretato, appunto, dal futuro Vincent Vega di Pulp Fiction) è il leader dei T-Birds, una banda di studenti della Rydell High School. Qui ritrova Sandy Olsson (Olivia Newton-John), una ragazza giovane e ingenua proveniente dall’Australia, che aveva già conosciuto qualche mese prima. Sandy entra a far parte delle Pink Ladies, un gruppo tutto al femminile, e da qui in poi seguiamo l’evoluzione dell’amore tra i due, sofferto ma destinato a coronamento nella scintillante festa di fine anno.

Ovviamente, trattandosi di un musical, sono le sette note a dominare la scena. Chi non ricorda pezzi trascinanti come i duetti You’re The One That I Want o Summer Nights? Grease è ormai un classico, divertente, ironico e coinvolgente. Impossibile vederlo e, almeno in certi momenti, non sentire la voglia di mettersi a danzare allegramente. Anche se non si è John Travolta né Olivia Newton-John…

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