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Archive for the ‘Movies’ Category

A pag. 66 di Babbobecco, Lenka, la giovane slovacca che il protagonista Stefano incontra lungo il suo faticoso cammino (è proprio il caso di dirlo!), si dichiara appassionata di cinema italiano e cita i nomi di alcuni straordinari attori nostrani, tra i quali Alberto Sordi e Vittorio Gassman. I due recitarono insieme in un indiscusso capolavoro, La grande guerra, e dunque mi è sembrata l’occasione giusta per ricordarli, insieme al regista della pellicola, Mario Monicelli, recentemente scomparso.

Il film, uscito nelle sale nel 1959, racconta la vita di trincea nel primo conflitto mondiale. Vengono narrate, con toni che passano magistralmente dal comico al tragico, le vicende di un gruppo di commilitoni, tra i quali spiccano il romano Oreste Jacovacci (Sordi) e il milanese Giovanni Busacca (Gassman). I due, di carattere ben diverso, sono però accomunati dalla mancanza di veri e propri ideali: non sono certo dei coraggiosi patrioti, e il loro unico obiettivo è di superare la guerra indenni. Seguiamo le loro vicissitudini, che andranno a intrecciarsi, fra l’altro, con quelle della prostituta Costantina (interpretata da Silvana Mangano) e che si concluderanno in maniera inattesa, quando verranno catturati dal nemico austriaco e si renderanno protagonisti, in un modo o nell’altro, di un gesto eroico, che peraltro rimarrà ignorato dal resto delle truppe.

La grande guerra racconta un momento della nostra storia senza nessuna concessione alla retorica, con estremo realismo e un equilibrio di registri davvero mirabile. I soldati mostrano le loro paure e debolezze e sembrano consci loro stessi dell’assurdità della guerra cui, volenti o nolenti, devono prendere parte. Prodotto da Dino De Laurentiis, scritto da Age & Scarpelli e Luciano Vincenzoni insieme allo stesso Monicelli, il film si aggiudicò il Leone d’Oro al Festival di Venezia e ricevette una nomination all’Oscar come miglior pellicola straniera. Sordi e Gassman conquistarono a pari merito il David di Donatello quali migliori attori protagonisti, mentre il Nastro d’Argento andò al solo Sordi.

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A pag. 102 di Babbobecco appare una curiosa citazione di Grease. Vengono infatti menzionati, come esempio di straordinari ballerini, i due protagonisti del film, John Travolta e Olivia Newton-John (che Paolo, il figlio del proprietario della pizzeria, chiama, a sproposito, Newton-Jones…). La famosissima pellicola, diretta da Randal Kleiser, uscì nelle sale nel 1978 e ottenne un successo di dimensioni planetarie, che consolidò la fama del giovane Travolta, reduce dai fasti de La febbre del sabato sera.

Il film è tratto dall’omonimo musical di Jim Jacobs e Warren Casey. Le vicende sono ambientate nel 1958: Danny Zuko (interpretato, appunto, dal futuro Vincent Vega di Pulp Fiction) è il leader dei T-Birds, una banda di studenti della Rydell High School. Qui ritrova Sandy Olsson (Olivia Newton-John), una ragazza giovane e ingenua proveniente dall’Australia, che aveva già conosciuto qualche mese prima. Sandy entra a far parte delle Pink Ladies, un gruppo tutto al femminile, e da qui in poi seguiamo l’evoluzione dell’amore tra i due, sofferto ma destinato a coronamento nella scintillante festa di fine anno.

Ovviamente, trattandosi di un musical, sono le sette note a dominare la scena. Chi non ricorda pezzi trascinanti come i duetti You’re The One That I Want o Summer Nights? Grease è ormai un classico, divertente, ironico e coinvolgente. Impossibile vederlo e, almeno in certi momenti, non sentire la voglia di mettersi a danzare allegramente. Anche se non si è John Travolta né Olivia Newton-John…

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Uno dei film che ho apprezzato maggiormente negli ultimi anni è senza dubbio Lost in Translation. Non è citato in modo esplicito in Babbobecco – e non potrebbe essere altrimenti, dato che le vicende narrate nel romanzo si svolgono nel 1999, mentre la pellicola è uscita solo nel 2003 -, ma la sua atmosfera e certe sue sfumature mi hanno colpito molto.

Si tratta del secondo lungometraggio diretto dalla brava Sofia Coppola, figlia del mitico regista Francis Ford Coppola e imparentata con tutta una serie di star dello spettacolo, a partire dal cugino Nicolas Cage. La storia è ambientata a Tokyo, enorme metropoli dall’altra parte del mondo, dove giungono, per diverse motivazioni, due americani: Bob Harris (interpretato da Bill Murray), un attore di mezz’età nella fase calante della sua carriera, che deve girare uno spot pubblicitario per un whisky, e Charlotte (Scarlett Johansson), una ragazza sposata da poco con un giovane fotografo impegnatissimo nel proprio lavoro.

Entrambi vivono momenti delicati delle rispettive vite. Si incontreranno nell’enorme Park Hyatt Hotel e da lì si dipanerà la trama, che avrà uno sviluppo forse inatteso. Davvero straordinaria la prova di Bill Murray, che avrebbe meritato l’Oscar, e pienamente all’altezza anche la splendida Scarlett Johansson. Un gran bel film, tenero, divertente, con una sensibilità particolare e gran gusto. Sofia Coppola, artista dalla personalità complessa, proporrà il prossimo 3 settembre, al Festival di Venezia, il suo quarto film, Somewhere. Per saperne di più, potete visitare il Sofia Coppola Fans Site, la prima risorsa italiana dedicata alla talentuosa Sofia, cliccando qui.

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A pag. 69 di Babbobecco compare una nuova citazione cinematografica. Il protagonista Stefano trascorre infatti un pomeriggio ad ammirare in videocassetta L’ombra del dubbio (titolo originale Shadow of a doubt), storico film diretto da Alfred Hitchcock, girato in piena seconda guerra mondiale, nel 1942, e uscito nelle sale l’anno dopo.

Si tratta di una delle pellicole che Sir Alfred più amava, fra quelle da lui realizzate. Nello splendido libro-intervista con François Truffaut, ricorda con enorme affetto il periodo in cui vi lavorò, anche per la fortunatissima collaborazione, a livello professionale ma anche umano, con il grande scrittore statunitense Thornton Wilder, che si occupò della sceneggiatura.

Le vicende si svolgono nella cittadina di Santa Rosa, in California. Qui vive stancamente Charlotte, detta Charlie (Carla, nella versione italiana, interpretata dalla bravissima Teresa Wright), una ragazza vivace, che si sente soffocare dalla noiosa quotidianità della provincia americana. All’improvviso, però, viene a sapere che il fratello della madre, lo zio Charlie (sì, ha lo stesso nome; Carlo in italiano, l’ottimo Joseph Cotten), verrà a trovare la sua famiglia, composta dai suoi genitori, una sorellina e un fratellino. Subito in casa monta l’entusiasmo: lo zio è conosciuto come un uomo generoso e carismatico, che è riuscito a fare fortuna in giro per il mondo. La giovane Charlie è la più felice: vede in lui un idolo, un modello da imitare, e spera che la propria vita tragga giovamento dalla sua presenza. Ma lo zio Charlie non è esattamente quello che si pensa…

Anche a mio parere, per quel che conta, questo è uno dei film più riusciti di Hitchcock, un autentico genio della macchina da presa (e non solo). Splendida l’atmosfera della provincia americana, resa in modo coinvolgente e realistico, graffiante ma con una certa indulgenza. Azzeccati gli interpreti e, come sempre, straordinaria la regia, con il consueto tocco ispirato di Hitch. Quello che gli ha consentito di dirigere una lunga serie di autentici capolavori.

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Fra le pagine di Babbobecco, oltre a quelle musicali, sono varie anche le citazioni cinematografiche. Cominciamo da pag. 39, dove il protagonista Stefano si ritrova un pomeriggio a guardare in Vhs The Last Days Of Disco. Si tratta di una commedia uscita nel 1998 (ricordo che il romanzo si svolge un anno più tardi), diretta da Whit Stillman e basata su alcuni ricordi ed esperienze personali del regista.

Le vicende, ambientate nei primi anni Ottanta, ruotano attorno ai personaggi di Alice Kinnon (interpretata da Chloë Sevigny) e Charlotte Pingress (Kate Beckinsale), due affascinanti ragazze newyorkesi, che, nei momenti di svago, si ritrovano a frequentare prestigiosi nightclub di Manhattan, dove la loro vita si intreccia con quella di altri giovani. Nel film si parla d’amore, della difficoltà di mettere su una relazione stabile, e si toccano anche tematiche non facili come la droga e la depressione.

La pellicola portò fortuna alle due interpreti principali Chloë Sevigny e Kate Beckinsale, che, in seguito, si sono realizzate professionalmente, costruendosi delle carriere di tutto rispetto a Hollywood e dintorni, seppure con una popolarità più di nicchia rispetto ad altre star più celebrate. Per quello che conta, comunque, pochi mesi fa la Beckinsale è stata eletta donna più sexy del mondo dal magazine Esquire. Un riconoscimento ottenuto alla bella età di trentasei anni.

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