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Archive for the ‘Soundtrack’ Category

Ecco a voi la colonna sonora ufficiale di Babbobecco. Quelli riportati qui sotto sono tutti brani citati in modo diretto o indiretto nel romanzo. Si tratta di una tracklist assai eterogenea, che vede rappresentati vari generi musicali. Quattro sono i pezzi italiani, tre dei quali realizzati da cantautori peraltro molto diversi tra loro (il pop melodico di Luca Carboni, il rock di Vasco Rossi e il blues di Zucchero) e l’altro da una delle band più innovative degli ultimi anni, i Bluvertigo.

Sei i brani in lingua inglese, tra cui spiccano capolavori come More Than This dei Roxy Music, The Lady Is A Tramp di Frank Sinatra e Scarborough Fair di Simon & Garfunkel. La presenza della comunque valida Belinda Carlisle, dei Backstreet Boys e soprattutto di Madonna, al di là del valore dei brani, è legata più che altro ad alcuni particolari episodi delle movimentate vicende di Stefano. Prima di chiudere, a scanso di equivoci, preciso che la Babbobecco Original Soundtrack è un album soltanto virtuale: non lo troverete in vendita da nessuna parte!

 

Babbobecco Original Soundtrack

  1. Backstreet Boys – I Want It That Way
  2. Belinda Carlisle – Vision Of You
  3. Bluvertigo – Fuori Dal Tempo
  4. Frank Sinatra – The Lady Is A Tramp
  5. Luca Carboni – Mare Mare
  6. Madonna – Like A Virgin
  7. Roxy Music – More Than This
  8. Simon & Garfunkel – Scarborough Fair
  9. Vasco Rossi – Vita Spericolata
  10. Zucchero Sugar Fornaciari – Diavolo In Me

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A pag. 128 di Babbobecco appare un esplicito riferimento alle tentazioni del suolo, cui il protagonista Stefano si propone candidamente di resistere. Si tratta di una citazione del testo di Diavolo in me, celebre brano che Zucchero Sugar Fornaciari lanciò sul finire degli anni Ottanta. Per la precisione era il mese di giugno del 1989 quando uscì il nuovo attesissimo lavoro dell’artista emiliano, dal titolo, con assonanza biblica, Oro incenso & birra. Dopo lo strepitoso successo riscosso nel 1987 con Blue’s, Zucchero era chiamato a una difficile riconferma su quei livelli e vi riuscì in pieno, tanto che in Italia l’album risultò il più venduto in assoluto dell’intera annata.

Lanciato dal singolo Overdose (d’amore), Oro incenso & birra conteneva una tracklist davvero di prim’ordine con tutti pezzi di grande impatto: da Nice (Nietzsche) che dice a Il mare impetuoso al tramonto salì sulla luna e dietro una tendina di stelle…, da Madre dolcissima a Iruben me, da A wonderful world alla splendida Diamante, scritta in collaborazione con Francesco De Gregori. Da ricordare anche il contributo di Ennio Morricone in Libera l’amore e le partecipazioni di Rufus Thomas ed Eric Clapton. Insomma, si tratta dell’ellepì che lanciò definitivamente il bluesman originario di Roncocesi nell’Olimpo della musica nostrana.

Diavolo in me, aperto da un sermone di Arthur Miles sulle note di un organo da chiesa, è un brano ironico e sensuale, dal ritmo veloce e coinvolgente. Sugar dichiara una volta di più il suo amore incondizionato verso il mondo femminile, che scatena il suo lato luciferino e animalesco, almeno secondo certi canoni legati alla tradizione. Il tono era birichino, la musica trascinante, Zucchero al suo meglio, peccato solo che gli anni Ottanta stessero per finire!

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A pag. 23 di Babbobecco viene citata la cantante statunitense Belinda Carlisle. Nata a Hollywood nel 1958, si è affermata giovanissima come componente delle Go-Go’s, la prima rock band tutta femminile di grande successo, e poi, a partire dalla metà degli anni Ottanta, come solista, interprete di un pop orecchiabile e raffinato.

Il suo brano di maggior successo è indubbiamente Heaven is a place on Earth, ma qui, per l’ideale colonna sonora del romanzo, preferisco scegliere Vision of you, una ballata romantica inclusa nell’album Runaway Horses del 1989 (che contiene anche, tra gli altri pezzi, Leave A Light On e Summer Rain) e uscita come singolo l’anno successivo.

In questa canzone, la bella Belinda si rivolge al suo innamorato, sussurrandogli parole calde e suadenti. “Nobody’s touch feels like your touch / Nobody gets to me that much / Nobody’s kiss moves me inside / And I have no place left to hide / Tell me what can I do ? / I have a vision of you”.

Nel romanzo, è il personaggio di Antonella a rievocare, con rabbia e malinconia, episodi di qualche anno prima (le vicende, lo ricordo, si svolgono nel 1999), quando c’era chi la paragonava, in un certo senso, alla brava e sexy pop singer californiana.

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A pag. 33 di Babbobecco appare una citazione – in verità, assai curiosa nei termini, ma occorre considerarne il contesto e il personaggio che sta parlando – di Like A Virgin, uno dei primissimi successi di Madonna. La controversa pop-singer di origine italiana è sulla breccia da oltre un quarto di secolo grazie soprattutto a eccezionali doti di marketing, che le permettono di far passare in secondo piano doti vocali e artistiche non esattamente di prim’ordine.

Miss Ciccone diede prova della sua abilità nel saper creare scandali ad arte già nel 1984, anno in cui uscì questo singolo, dal quale prese il titolo anche un intero album. Scritto da Billy Steinberg e Tom Kelly, il brano fece subito scalpore per le esplicite allusioni sessuali incluse nel testo e per un videoclip, interamente girato a Venezia, nel quale la popstar assumeva movenze provocanti vestita in abito bianco da sposa (con tanto di immagini che ritraevano croci e vari simboli cattolici).

Like A Virgin, pezzo orecchiabile e radiofonico, di impatto immediato, scalò le classifiche di mezzo mondo, lanciando Madonna alla ribalta in modo definitivo. La cantante avrebbe trovato il modo di far parlare di sé ancora a lungo, divenendo nel corso del tempo un punto di riferimento anche per parte delle generazioni più giovani.

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[…] Prima di risalire in macchina, nel buio silenzioso della sera, tesi l’orecchio all’estremo per ascoltare i rumori provenienti dal villino. Tutto ciò che udii, in lontananza, furono le note calde di The Lady is a Tramp, intonata da The Voice Frank Sinatra. […]

(da Babbobecco, pag. 120)

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Alle pagg. 142-3 di Babbobecco è contenuta una citazione indiretta a una parte del testo di Fuori dal tempo, un notissimo brano dei Bluvertigo. Uscito nel 1997, è inserito nel fortunato album Metallo non metallo, il secondo lavoro della band guidata dal carismatico Morgan (dopo Acidi e basi, del 1995), che contiene anche altre canzoni di ottimo successo quali Cieli neri e Altre forme di vita.

In Fuori dal tempo si ironizza con grande efficacia sul questionario dei tre giorni, l’assurdo test psicologico cui i neo-diciottenni di sesso maschile venivano obbligati a sottoporsi, fino a qualche anno fa, nel corso della visita di leva. Davvero azzeccata anche la parte musicale, che si sposa perfettamente con le parole, creando un’atmosfera scanzonata e irriverente, perfetta per l’argomento trattato.

Nel romanzo, così come nella canzone, è citata una delle domande del famoso questionario, quella relativa al gradimento o meno delle riviste di meccanica.

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Ebbene sì, in Babbobecco (a pag. 80) è presente la citazione di uno dei pezzi più celebri del Blasco nazionale. Si tratta dell’intramontabile Vita Spericolata, un brano che Vasco Rossi presentò al Festival di San Remo nel 1983: arrivò soltanto penultimo, ma da lì in poi il suo successo esplose fragoroso lungo tutta la penisola.

Scritta dallo stesso cantautore di Zocca (per quanto riguarda il testo) e da Tullio Ferro (la parte musicale), fu inserita nel fortunatissimo album Bollicine ed è una sorta di romantico inno ribelle contro gli stereotipi e le convenzioni della società moderna.

In questo caso, sono il protagonista Stefano e il suo amico Manlio a ricordare, con malinconica ironia, alcuni versi della canzone, collegandoli, in un certo senso, alle loro speranze adolescenziali, fatalmente destinate a rimanere deluse con il trascorrere degli anni. Si tratta dello stesso capitolo in cui appare, poco prima, Mare Mare di Luca Carboni.

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