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Una short novel adatta per il periodo invernale, da leggere comodamente seduti su una poltrona accanto al caminetto o nei pressi del termosifone ben caldo. È Neve, un racconto lungo che ho scritto qualche tempo fa, ora a disposizione su Lulu.com e presto nelle maggiori librerie on line.

La vicenda in breve: una mattinata romana come tante viene scossa dall’arrivo della neve, evento atteso eppure straordinario. Il protagonista della storia, un trentaquattrenne vagamente stralunato, vede nella discesa dal cielo dei bianchissimi fiocchi un’occasione ideale per immergersi a fondo in una città diversa dal solito, a caccia di piccoli obiettivi che per lui rappresentano un’opportunità di riscatto.

Tra brevi incontri fortuiti e candide riflessioni sull’esistenza, si sviluppa il diario minimalista, sincero e un po’ bizzarro di un giorno che vede alternarsi inevitabilmente successi e fallimenti. Chi volesse saperne di più può cliccare qui. Nel frattempo, permettetemi di rivolgere a tutti voi tanti sinceri auguri di buone feste!

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Omaggio a John Fante

Torricella Peligna è il nome di una località densa di significato per ogni appassionato lettore dell’opera di John Fante. Qui, a novecentouno metri di altitudine sulle montagne abruzzesi, nacque il padre del grande scrittore italoamericano, protagonista di tante pagine straordinarie nei suoi romanzi e racconti, come, per citarne un paio, La confraternita dell’uva e Full of life. Nel 1901, all’incirca ventenne, Nick Fante partì in cerca di fortuna per gli States, dove, otto anni più tardi, a Denver, nel Colorado, sarebbe nato John.

Ogni estate, fin dal 2006, Torricella Peligna dedica al suo più illustre concittadino – almeno quanto a origini – il Festival letterario Il Dio di mio padre. Dal 19 al 21 agosto è andata in scena la sesta edizione, che ha visto, come sempre, la partecipazione di Dan e Victoria, figli di John. L’opportunità di rendere omaggio al mio autore preferito, il primo cui ho dedicato uno spazio all’apertura di questo blog, era ghiotta e irrinunciabile.

Ho davvero apprezzato la struttura del Festival, curata fin nei dettagli. Nel corso dei giorni si sono succeduti appuntamenti di vario tipo, come presentazioni di libri (tra cui Come vendere un milione di copie e vivere felici di Antonio D’Orrico), proiezioni di film legati a John Fante, la lectio magistralis del filosofo Gianni Vattimo, il concerto del jazzista Enrico Rava, dibattiti e contest letterari, fino al coinvolgente reading conclusivo di Dan Fante e Domenico Galasso. Insomma, ce n’è stato per ogni gusto, e tutto molto ben riuscito.

Con l’occasione ho voluto donare alla Mediateca John Fante, teatro di quasi tutti gli eventi in programma, una copia di Babbobecco. Per me, lo dico sinceramente, è stato un onore mettere il mio romanzo a disposizione degli utenti di Torricella Peligna e dintorni, in un luogo culturale dedicato all’alter ego di Arturo Bandini e Dominic Molise. Non posso che rinnovare i complimenti all’organizzazione del Festival e mandare un caloroso abbraccio a tutti i fan di John Fante che si sono riuniti con gioia in provincia di Chieti!

Più o meno in corrispondenza dei saldi estivi, Edizioni Montag ha deciso di lanciare una nuova promozione sull’intero catalogo. Da oggi fino al 15 luglio, infatti, su ogni libro verrà applicato uno sconto del 50%, come sempre senza alcuna spesa di spedizione a carico del destinatario (esclusi i pagamenti in contrassegno). Di conseguenza, per un paio di settimane, sarà possibile acquistare Babbobecco a 8,00 euro, anziché ai 16,00 del prezzo pieno.

Ovviamente, vi consiglio di approfittare del fortissimo sconto, che vi permetterà di fare una sana ed economica lettura sotto l’ombrellone (o dove preferite)! Per far arrivare una copia del romanzo a casa vostra, basta ordinarla sul sito di Montag (potete cliccare qui per accedere alla pagina web dedicata al libro, lo sconto verrà calcolato in automatico con la compilazione del form), oppure inviare un’email a ordini@edizionimontag.com con i dati necessari alla spedizione. Un caro saluto a tutti!

Pubblico qui un estratto da Babbobecco. L’episodio si svolge di lunedì mattina all’interno di una banca, dove il protagonista Stefano si è recato per ritirare del denaro dal suo conto. L’operazione sarà destinata ad andare per le lunghe…

[…] Appena entrato, spinsi il pulsante e ritirai il foglietto che indicava il numero della fila assegnatomi. Si trattava del 78: in quel momento, erano attivi due sportelli su cinque e stavano occupandosi del numero 39. Rassegnato a una lunga attesa, rimasi in piedi, defilato, appoggiandomi alla parete opposta a quella dove venivano serviti i clienti. Dietro al vetro divisorio, potevo scorgere chiaramente alcuni impiegati parlare fra loro, ridere e scherzare senza curarsi minimamente della massa di gente che attendeva solo un loro cenno per sbrigare la sua pratica. Non fui il solo a notare la cosa e nel locale iniziò a serpeggiare un evidente malumore. La situazione degenerò quando entrò il ragazzo del bar vicino con in mano un vassoio su cui erano poggiate otto tazzine di caffè. Subito una donna in tailleur sulla quarantina, che non stava facendo nulla se non chiacchierare con una collega, esclamò:

–          Hey, Carmen, vieni, che è il momento della pausa!

Immediatamente fu chiaro che Carmen era una dei due impiegati che in quel momento stavano allo sportello. La donna, che aveva appena finito di servire un cliente, si alzò noncurante, allontanandosi per andare a sorseggiare il caffè assieme agli altri. Si sistemò comoda su un divanetto e propose ai colleghi riuniti una sorta di giocoso brindisi, innalzando nella loro direzione la sua tazza, che, discendendo, tintinnò allegramente contro il piattino. In banca erano presenti circa quaranta persone e ora rimaneva attivo un solo sportello. Era troppo. Un uomo anziano e minuto, con radi capelli bianchi e occhiali spessi, dal piglio molto combattivo, si alzò da un seggiolino in prima fila e cominciò a urlare.

–          Adesso basta! È una vergogna!

Notai che aveva il numero 50. Intanto il display luminoso centrale era arrivato al 42.

–          Sono qui da due ore! – proseguì. – Non è possibile una cosa del genere!

Le sue grida erano accompagnate da un assordante brusio di sottofondo. Una signora sulla sessantina, fianchi larghi e seno orgogliosamente prosperoso che spuntava da sotto la camicetta bianca con gli ultimi tre bottoni sganciati, provò ad andargli dietro.

–          Ha ragione! – esclamò. – È un’indecenza! Noi qui ad aspettare e quelli che se la prendono comoda là dietro! È uno schifo!

–          È vero! – ribadì una donna, più o meno coetanea dell’altra, ma dalle curve meno pronunciate. – Non si possono accettare comportamenti del genere!

Richiamato dal frastuono, il direttore della filiale si affacciò sulla soglia del suo ufficio. Avrà avuto quarantacinque anni, indossava ovviamente giacca e cravatta di un certo pregio. Perfettamente rasato, portava i capelli scuri corti pettinati con precisione millimetrica all’indietro: nemmeno un ciuffo o una minuscola ciocca apparivano fuori posto.

–          Che succede qui? – domandò ad alta voce, con tono severo e indignato. […]

(da Babbobecco, pag. 96)

A pag. 23 di Babbobecco viene citata la cantante statunitense Belinda Carlisle. Nata a Hollywood nel 1958, si è affermata giovanissima come componente delle Go-Go’s, la prima rock band tutta femminile di grande successo, e poi, a partire dalla metà degli anni Ottanta, come solista, interprete di un pop orecchiabile e raffinato.

Il suo brano di maggior successo è indubbiamente Heaven is a place on Earth, ma qui, per l’ideale colonna sonora del romanzo, preferisco scegliere Vision of you, una ballata romantica inclusa nell’album Runaway Horses del 1989 (che contiene anche, tra gli altri pezzi, Leave A Light On e Summer Rain) e uscita come singolo l’anno successivo.

In questa canzone, la bella Belinda si rivolge al suo innamorato, sussurrandogli parole calde e suadenti. “Nobody’s touch feels like your touch / Nobody gets to me that much / Nobody’s kiss moves me inside / And I have no place left to hide / Tell me what can I do ? / I have a vision of you”.

Nel romanzo, è il personaggio di Antonella a rievocare, con rabbia e malinconia, episodi di qualche anno prima (le vicende, lo ricordo, si svolgono nel 1999), quando c’era chi la paragonava, in un certo senso, alla brava e sexy pop singer californiana.

A pag. 66 di Babbobecco, Lenka, la giovane slovacca che il protagonista Stefano incontra lungo il suo faticoso cammino (è proprio il caso di dirlo!), si dichiara appassionata di cinema italiano e cita i nomi di alcuni straordinari attori nostrani, tra i quali Alberto Sordi e Vittorio Gassman. I due recitarono insieme in un indiscusso capolavoro, La grande guerra, e dunque mi è sembrata l’occasione giusta per ricordarli, insieme al regista della pellicola, Mario Monicelli, recentemente scomparso.

Il film, uscito nelle sale nel 1959, racconta la vita di trincea nel primo conflitto mondiale. Vengono narrate, con toni che passano magistralmente dal comico al tragico, le vicende di un gruppo di commilitoni, tra i quali spiccano il romano Oreste Jacovacci (Sordi) e il milanese Giovanni Busacca (Gassman). I due, di carattere ben diverso, sono però accomunati dalla mancanza di veri e propri ideali: non sono certo dei coraggiosi patrioti, e il loro unico obiettivo è di superare la guerra indenni. Seguiamo le loro vicissitudini, che andranno a intrecciarsi, fra l’altro, con quelle della prostituta Costantina (interpretata da Silvana Mangano) e che si concluderanno in maniera inattesa, quando verranno catturati dal nemico austriaco e si renderanno protagonisti, in un modo o nell’altro, di un gesto eroico, che peraltro rimarrà ignorato dal resto delle truppe.

La grande guerra racconta un momento della nostra storia senza nessuna concessione alla retorica, con estremo realismo e un equilibrio di registri davvero mirabile. I soldati mostrano le loro paure e debolezze e sembrano consci loro stessi dell’assurdità della guerra cui, volenti o nolenti, devono prendere parte. Prodotto da Dino De Laurentiis, scritto da Age & Scarpelli e Luciano Vincenzoni insieme allo stesso Monicelli, il film si aggiudicò il Leone d’Oro al Festival di Venezia e ricevette una nomination all’Oscar come miglior pellicola straniera. Sordi e Gassman conquistarono a pari merito il David di Donatello quali migliori attori protagonisti, mentre il Nastro d’Argento andò al solo Sordi.

Ne ho appena ricevuto notizia e vi segnalo immediatamente la grande offerta prenatalizia di Edizioni Montag. Fino al 10 dicembre, sull’intero catalogo verrà applicato uno sconto del 50%, per di più senza alcuna spesa di spedizione a carico del destinatario. Potete quindi acquistare Babbobecco ad appena 8,00 euro, anziché i 16,00 del prezzo pieno. Un’opportunità da non lasciarsi sfuggire!

Per far giungere una copia del romanzo direttamente a casa vostra, basta ordinarla sul sito di Montag (potete cliccare qui per accedere alla pagina web dedicata al libro, lo sconto verrà calcolato in automatico con la compilazione del form), oppure inviare un’email a ordini@edizionimontag.com con i dati necessari alla spedizione. Come sempre, buona lettura a tutti!